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Rottamazione verso il salvagente per la riammissione dei decaduti

  • Cobalt
  • 5 minuti fa
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Rottamazione

Lo spiraglio è stato aperto dal ministero dell’Economia. Anche se il vincolo da rispettare è quello delle «necessarie disponibilità finanziarie». L’operazione salvataggio per i decaduti dalla rottamazione quater, che pur avendo avuto un nulla osta tecnico non si era tradotta in un voto favorevole durante i lavori per il Milleproroghe, potrebbe materializzarsi nel decreto fiscale ora all’esame della commissione Finanze al Senato. Intanto il question time presentato da Fratelli d’Italia, con primo firmatario Saverio Congedo, in commissione Finanze alla Camera è servito a capire se vi fosse uno sbarramento a proporre il ripescaggio per coloro che, pur essendo risaliti sul treno della quarta definizione agevolata, hanno pagato la rata in scadenza a luglio 2025 e poi saltata quella di novembre. La risposta, letta dalla sottosegretaria all’Economia Lucia Albano, ha spiegato che ulteriori misure finalizzate alla riapertura per i decaduti dalla quarta edizione della definizione agevolata potranno essere valutate «subordinatamente alle necessarie disponibilità finanziarie». In tale prospettiva, ha rimarcato il Mef, «potrebbe essere valutata anche l’opportunità di riammettere alla definizione agevolata» i contribuenti «decaduti per mancato versamento delle ultime rate, ad esempio quella scaduta il 30 novembre 2025 e/o scaduta il 28 febbraio 2026». Ma la riammissione alla rottamazione quater non è stato il solo tema di riscossione affrontato durante il question time. Il M5S (con quesito con prima firmataria Enrica Alifano e letto da Mario Perantoni) sul rinnovo del contratto collettivo della riscossione applicato ai dipendenti di agenzia delle Entrate Riscossione (Ader). La questione posta dai deputati pentastellati ruotava intorno a un’integrazione del fondo di dotazione di Ader proprio per sostenere il rinnovo del contratto ormai scaduto. La risposta ricorda che per il funzionamento del sistema nazionale della riscossione, dopo l’addio all’aggio sulle somme riscosse, sono stati messi a disposizione 990 milioni di euro dal 2022: somma poi ridotta («per esigenze di contenimento della spesa») fino a 949 milioni nel 2024 per poi risalire negli anni successivi. «Lo stanziamento previsto dalla legge di bilancio 2026, pari a 955.677.500 euro, risulta confermato anche per gli anni 2027 e 2028» con un «lieve incremento» rispetto a quanto previsto dalle due manovre precedenti. Mentre sul versante del rinnovo il confronto con le organizzazioni sindacali è stato avviato il 25 novembre 2025 e prosegue tuttora, con l’obiettivo di raggiungere «in tempi brevi» un’intesa «equilibrata e sostenibile», nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica. Proprio a seguito dell’ultimo confronto avvenuto martedì, una nota congiunta dei sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin ha chiesto risposte «rapide e positive» in assenza delle quali «saranno attivate tutte le iniziative di mobilitazione necessarie per rivendicare il “giusto riconoscimento economico e professionale” per le lavoratrici e i lavoratori del settore».

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